Gli Esercizi spirituali di Carlo M. Martini, sostegno e luce al cuore e alla mente

di Alfio Pelleriti

Da tempo ho iniziato la lettura degli Esercizi spirituali del cardinale Martini. Dico “da tempo” perché il testo non lo reputo alla stessa stregua di un saggio o di un romanzo, per cui si inizia la lettura e la si finisce quando si arriva all’ultima pagina. No. Non è opportuno adottare tale prassi poiché nei suoi Esercizi spirituali vi si trovano sempre risposte ai dubbi e alle incertezze che inevitabilmente a volte ti attanagliano la mente e allora nelle sue riflessioni si scoprono le giuste risposte che recano consolazione allo spirito e ci si sente inoltre oltremodo arricchiti dalla sua sapienza che non è mai accademica e freddamente professorale ma buona e gentile, come lo sono le raccomandazioni di un padre ai suoi figli. I suoi interventi spiegano e chiariscono passi delle Scritture che risultano a volte oscure o danno risposte agli interrogativi che ti si pongono dopo esperienze esistenziali che ti hanno creato problemi e difficoltà relazionali e sofferenza notevole.

Dopo la lettura del saggio del professor Vito Mancuso “Gesù e Cristo”, ad esempio, e quella intrapresa da qualche giorno delle “Pagine scelte” dalle opere di Simone Weil, mi sono fermato per leggere qualche pagina degli Esercizi, riprendendo da dove mi ero fermato qualche mese fa. E ho trovato risposte per l’uno e per l’altro libro.

Per quanto riguarda il primo, Mancuso pone innanzi al lettore le sue perplessità inerenti le divergenze dei Vangeli sinottici riguardo a momenti fondamentali della vita di Gesù: ad esempio, nel Vangelo di Luca, Maria non è presente nel momento drammatico della crocefissione e invece in Giovanni è presente. Mancuso lascia il lettore innanzi a tale contraddizione storica. Martini spiega che Luca mette in evidenza come, fin dalla nascita di Gesù, Maria stia in una zona d’ombra perché accetta ciò che Dio vuole da lei, cioè la centralità di Gesù fin dalla sua nascita e poi da bambino e poi da uomo. Maria compie la volontà di Dio. Lei, madre e figlia di Gesù Cristo, come dice Dante, dovrà far nascere e subito perdere quella creatura messa al mondo; dovrà soffrire in silenzio, assumendo lo stesso atteggiamento con gli apostoli; dovrà aprirsi all’ascolto e dovrà amare in silenzio, accettando, nonostante l’acuto suo dolore, di vedere il figlio tradito, osteggiato, arrestato, condannato e ucciso.

Cardinale Carlo Maria Martini

Maria dovrà entrare nelle contraddizioni della storia e in esse trovare la sua piena realizzazione, divenendo testimone preclaro per la Chiesa, Madre esemplare e luminosa per tutti i cristiani. Dice il cardinale Martini: “Maria impara a conoscere nella sua carne che l’amore per l’umanità è senza fine, essa ne è momento ed espressione: per questo la veneriamo come colei che ci può introdurre in questo amore, di cui ha sperimentato il fuoco.[1] Ecco perché leggo a piccole dosi il testo del Cardinal Martini, perché vi trovo le parole di un vero, autentico Pastore che ama profondamente il suo Gregge, e dunque va attentamente meditato perché illumina il percorso tortuoso per approdare alla fede.

E così mi spiego le parole di Simone Weil indirizzate all’amica con cui descrive la sofferenza di lavorare in fabbrica, il suo dolore fisico, i pericoli cui è sottoposta, l’annullamento morale, la perdita della dignità umana cui lei e tutti gli operai della fabbrica Renault sono sottoposti. Eppure la giovanissima filosofa sostiene che le è indispensabile quella sofferenza affinché possa capire ciò che Dio vuole da lei. “Si è tentati di perdere puramente e semplicemente coscienza di tutto quello che non sia il tran-tran volgare e quotidiano della vita…eppure resisto. E non rimpiango mai di essermi lanciata in questa esperienza.[2] (Simone Weil lasciò l’insegnamento perché voleva condividere e capire fino in fondo com’era il lavoro in fabbrica nel 1932, così come vorrà condividere nel 1936 l’esperienza della guerra civile in Spagna e dei resistenti francesi dopo l’occupazione nazista della Francia).

La lettura degli Esercizi Spirituali è dunque un cammino da intraprendere senza alcuna fretta di arrivare alla fine; ogni capitolo rappresenta una tappa importante, illuminante per fortificare la propria fede in Dio, per riconquistare quella pace interiore che spesso le tante delusioni cui inevitabilmente incappiamo vivendo le nostre relazioni con gli altri, ci amareggiano e ci causano dolore profondo.

Raffaello, Madonna del Giglio

Ogni sequenza di questa meravigliosa opera va meditata, riletta, rivisitata poiché chiarisce e allevia il peso dei dubbi e degli smarrimenti esistenziali che solo gli sciocchi o i supponenti o i superbi possono affermare di non avere mai attraversato.

Infine sarebbero da meditare le preghiere originali con cui il cardinale chiude ogni capitolo, che rappresentano un apporto spirituale significativo per il lettore, il quale riceve da questo testo un esempio di poesia che contribuisce ad arricchire la propria anima. Qui ne riporto una che mi ha particolarmente colpito e che spesso rileggo quando mi assale un sentimento di debolezza, di precarietà.

PREGHIERA DI OFFERTA E DI IMPEGNO

Signore Gesù Cristo

che sei venuto in mezzo a noi

per cercare e salvare chi è perduto,

che hai donato tutto te stesso, fino a morire in croce,

per liberarci dal potere del Male,

per insegnarci il cammino dell’Amore che salva

e per chiamarci a seguirti

nella missione redentrice che il Padre ti ha affidato,

BENEDICI LA MIA DETERMINAZIONE A SEGUIRTI,

in comunione attiva con la tua Chiesa,

collaborando sempre meglio con te

per la diffusione del tuo Regno.

Sono cosciente che un tale impegno

comporta sacrificio e fatica, ma ciò non mi scoraggia,

perché so che tu cammini con me, fatichi, soffri

e ami con me, in me.

Non ti chiedo dunque di rendere facile il mio cammino,

ma piuttosto di tenermi per mano

e di darmi sempre la forza necessaria a percorrerlo fino in fondo.

Cosciente della mia debolezza io confido nella tua amicizia.

Con l’aiuto di Maria, tua e mia Madre,

che ti ha detto il “sì” più puro, più totale e fedele,

IO MI DONO A TE, impegnandomi a vivere

come membro delle Comunità di Vita Cristiana

secondo lo Spirito del Vangelo

e la legge interiore dell’Amore.

Che la Vergine Maria venga in mio aiuto.

Amen.


[1] Carlo M. Martini, I Vangeli, Esercizi spirituali per la vita cristiana. Edizioni Bompiani, pag. 541

[2] Simone Weil, Pagine scelte, Marietti editore, Genova 2009, pag. 105


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