Alfio Pelleriti
In occasione della celebrazione del Santo Natale vorrei socializzare una letterina scritta alla mia nipotina quando si trovava ancora nel grembo della mamma ed io ero in trepidante attesa, in apprensione per mia figlia e per la nascitura ma felice di potere tenere in braccio, di lì a poco, la mia piccola nipotina Francesca.
Cara Francesca,

Non sei ancora nata poiché hai necessità di stare nel grembo di mamma, tuttavia il desiderio di accoglierti e poterti tenere tra le braccia è grande, e dunque, nell’attesa, preparo qualche mia riflessione che leggerai quando potrai.
Oggi voglio parlarti degli uomini, cioè di individui che fanno parte della nostra specie. Pensa, gli scienziati affermano che sul nostro pianeta esistono più di 9 milioni di specie di cui ne conosciamo solo 1 milione e 200 mila. Tu, io, la mamma, papà apparteniamo alla specie umana.
Ebbene, cara Francesca, già solo questo evento dovrebbe farti gioire, poiché noi umani, oltre ad avere una struttura biologica che ci consente di vivere come tutti gli altri esseri viventi, abbiamo una dimensione psicologica che ci permette di provare sentimenti, emozioni, passioni. Anche gli animali, e forse anche le piante, i funghi e altre specie condividono con noi questo aspetto. Ma abbiamo delle specifiche caratteristiche che chiamiamo “ragione”, “spiritualità”, “comunicazione linguistica” che ci rendono unici e ci consentono di pensare, approfondire temi, trovare soluzioni a problemi complessi, creare, esprimerci in tanti modi fino al raggiungimento di opere che definiamo “belle” o “sublimi”.
Noi umani poi, amiamo stare insieme, socializzare, scambiarci opinioni su come potremmo migliorare la nostra forma di organizzazione sociale; amiamo discutere su cosa sia un’azione giusta, cioè in che cosa consista il Bene. Molti uomini si impegnano nello studio della realtà, di tutta la realtà, dell’Universo, e man mano che procedono in tale studio scoprono la complessità e l’armonia delle leggi che sovrintendono la vita dell’infinitamente grande e del microcosmo e si chiedono da sempre a cosa sia dovuta l’armonia perfetta che sottende il Tutto.
Alcuni pensano che il Cosmo di cui facciamo parte sia nato dal caso, per una coincidenza fortuita di eventi chimico-fisici, per cui si è passati, circa 1,5 miliardi di anni fa, da esseri procarioti, cioè con cellule senza nucleo protetto da membrana, ad esseri eucarioti cioè individui unicellulari o pluricellulari con nucleo protetto da membrana contenente il DNA. Poi, grazie ad una evoluzione naturale e ad un adattamento all’ambiente, procedendo anche per errori genetici, si è arrivati alla comparsa dell’uomo “sapiens”. Altri scienziati e teologi sostengono invece che l’evoluzione da sola non basta a spiegare la complessità dell’Universo, anzi del “Multiverso”, e che occorre spostare la ricerca su un determinismo e una necessità che rimanda ad un Essere soprannaturale, a Dio, a un Padre che ha creato o abbia indotto, 13,7 miliardi di anni fa, attraverso il “Big Bang”, l’evoluzione dell’Universo fino alla comparsa della vita.
Pensa, tutto è cominciato da un puntino piccolissimo, grande 10 elevato a -33, che è esploso causando un movimento e un’espansione che non si sono ancora arrestati, e all’interno dei suoi enormi confini si sono collocate centinaia di migliaia di galassie, e ognuna di esse contiene miliardi di stelle. Noi viviamo all’interno della “Via Lattea”, una di tali galassie, e la Terra è un pianeta che ruota attorno ad una stella che chiamiamo Sole.
Ora, cara Francy, le stelle nascono, crescono e muoiono e il nostro Sole è nato quasi 5 miliardi di anni fa e continuerà a vivere per altri 5 miliardi di anni. Per i primi tre miliardi di anni nel nostro pianeta vi era un continuo ribollio di magma che fuoriusciva da vulcani in continua attività e il cielo era oscurato da nubi dense e da vapori. Poi cominciarono le piogge, così forti e prolungate nel tempo che si formarono i mari e gli oceani; e poi le prime forme di vita, dalle più semplici alle più complesse, fino alla comparsa dell’uomo.
Io penso, così come tanti teologi e scienziati e uomini di vasta cultura, che tutto ciò non si sia creato per caso o per una serie di circostanze fortuite, ma per un preciso disegno e questo disegno è opera di Dio, cioè di un’entità spirituale che è energia, passione, amore, intelligenza, giustizia e che gli antichi saggi chiamavano “logos”. Tutto ciò che esiste è manifestazione di tale volontà divina: tutta la natura con le sue piante e gli animali, le montagne e i mari, e i deserti e le vaste praterie, e il cielo, ora punteggiato di stelle infinite ora lindo di un azzurro abbagliante, tutto ciò è il dono magnifico di cui godiamo, consapevoli di far parte di tale meravigliosa armonia universale.
Io credo, cara mia dolce nipotina, che ogni essere vivente abbia una propria identità, comprese le piante che, se le accarezzi e parli loro, esse crescono rigogliose come se fossero pienamente realizzate, grate con te per la cura e le attenzioni che a loro riservi.
Ogni elemento della Natura si deve dunque rispettare, anche quello che sembra inutile o insignificante poiché tutto vive, sente, percepisce, si esprime con i modi specifici di ogni specie. E soprattutto gli uomini vanno rispettati, tutti, anche se diversi da noi nella fisicità: gli uomini possono distinguersi per il colore della pelle, per i tratti somatici del viso, sono di carnagione olivastra o chiara; alti o bassi, con i capelli neri, castani, biondi o bianchi se anziani, ma tutti hanno un’anima. Tutti amano la libertà, tutti vogliono avere una casa dove abitare e dormire sonni tranquilli; tutti gli uomini vogliono avere il necessario per sopravvivere e dunque un lavoro con cui sostentarsi e poter progettare una vita migliore; tutti gli uomini, bianchi o neri, poveri o ricchi, provano emozioni, si innamorano, amano. Tutti gli uomini vogliono vivere in comunità poiché amano i rapporti sociali, le relazioni e dunque, vogliono organizzare la propria città nel migliore dei modi. Tutti noi uomini saremo sempre protagonisti della nostra storia, come lo sono stati gli uomini che ci hanno preceduto nei millenni passati.

Gli uomini possono fare grandi cose, Francy, a una sola condizione: che non cedano alla superbia e all’egoismo; che riconoscano umilmente i propri limiti e soprattutto che siano disponibili a fare entrare nella loro mente e nel loro cuore Dio. Come? Avvicinandosi a Gesù come a un amico, poiché in Lui c’è Dio stesso che si è fatto uomo per incontrare gli altri uomini. Tutto è successo duemila anni fa ma quegli anni hanno segnato la storia successiva degli uomini e non si potranno mai cancellare, mai più, poiché la venuta di Gesù è l’anello più importante della Creazione. Dio – Gesù indica agli uomini un orizzonte di senso per la loro vita, spiega loro cioè perché bisogna affrontare situazioni difficili senza perdersi d’animo, perché è importante amarsi e perdonare, perché è importante aiutare coloro che vivono nella povertà, perché è importante la solidarietà e la tolleranza, perché è importante impegnarsi per avere un mondo giusto e in pace.
Ecco, cara Francy, Gesù è venuto nella storia per darci una notizia, una “lieta novella”: Lui ci ama come un padre, come il più leale e sincero dei nostri amici, Lui è sempre pronto ad ascoltarci quando soffriamo e ci sentiamo soli e scoraggiati. In tali momenti dolorosi dobbiamo parlare con Lui come se ci rivolgessimo alla mamma o al papà perché venga in nostro aiuto. Lui è il nostro Padre e sa come soccorrerci, non dobbiamo suggerirgli nulla ma pregarlo con un “Padre Nostro”.
Gesù è sempre con noi, sai tesoro, noi non lo vediamo perché è presente in Spirito, è Spirito Santo, è, come ti dicevo, “energia” o “logos”: è tutta la storia divina che si è compiuta, che si deve compiere e che era progetto di Dio: è uno Spirito che sta con noi che chiamiamo “Angelo”, un Angelo che ci custodisce e ci protegge ed è felice quando noi agiamo in vista della realizzazione del Bene.