di Anna Gurgone

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lirica di Anna Gurgone e il commento di Salvatore Neri, componenti entrambi del gruppo di lettura del “Martedì letterario” che si riunisce presso la Biblioteca civica di Biancavilla.
Ogni giorno è Santo.
Cammina piano, la Madre,
tra vicoli che sanno di silenzio.
Non guarda la folla,
non cerca gli occhi di nessuno, mentre il cielo si oscura.
Lei cerca solo Lui.
Ogni porta è una speranza,
ogni luce accesa un’illusione,
ogni ombra un ricordo
che le attraversa il petto
come un coltello che non smette mai.
“Figlio…”
lo sussurra al vento,
lo affida alle pietre,
lo chiede alle chiese vuote
che sanno ma non rispondono.
Lo grida muta al cielo.
E in quel cammino antico
ci sono tutte le madri del mondo,
quelle che aspettano,
quelle che hanno perso,
quelle che non hanno nemmeno avuto il tempo di dire addio.

Perché un figlio non muore mai davvero:
resta nel respiro spezzato,
nelle mani che cercano ancora,
nel cuore che continua a chiamarlo
anche quando il cielo tace, e si fa tenebra.
E in quel silenzio,
Dio
piange con lei,
una madre.
Anna Gurgone
Non è possibile non complimentarsi con chi da madre si identifica potentemente con “la” Madre esaltandone il cuore gonfio di dolore e l’ inesausta ricerca del Figlio oltraggiato. Anna ha trasfuso la sua forte capacità empatica con la Vergine Addolorata in immagini e ritmi davvero suggestivi ed evocativi, umanamente profondi e toccanti. Al suo pianto sommessamente unito a quello della Madre si unisce il pianto dell’ Onnipotente in un comune e universale indicibile dolore. Perché anche Dio piange? Perché in Cristo Egli si è fatto uomo, perciò è divenuto vulnerabile e fragile come ogni uomo; un Dio non più absconditus e invisibile, avvolto in insondabile mistero, ma incarnato, vivente e concreto. Egli piange con chi piange, e poiché è anche vero Dio, il suo pianto è fecondo perché genera una consolazione e una gioia più alta, sublime, che il mondo non può dare né può togliere. Credo che solo la sincera e genuina ispirazione di un’ anima estremamente sensibile, quale è quella di Anna, poteva esprimere un tale componimento così catartico ed elevato. Non è da tutti. Grazie. Ne avevamo bisogno in questo grave momento che tutti nel mondo stiamo attraversando.
Salvatore Neri
