di Alfio Pelleriti
E adesso è il momento di presentare due miei libri:

“Libero pensiero, un viaggio nelle creatività”. Questa pubblicazione raccoglie gli scritti editi sul sito piazzagrandeblog.com negli anni 2024 e 2025 e costituisce il seguito di precedenti mie raccolte di testi di vario argomento culturale da cui ho ricavato dei libri: “Il bianco e il rosso”; “I mille colori del prato”; “Piazza Grande”. Anche “Libero pensiero”, dunque, presenta delle riflessioni critiche sulla produzione letteraria di autori italiani e stranieri del Novecento e coevi, anche se non mancano recensioni su saggi filosofici, teologici, storici o politici. Anche con questo lavoro si vuole contribuire ad avviare una riflessione sui grandi classici della letteratura occidentale e italiana in particolare e soprattutto si vorrebbe tentare di contribuire alla formazione di una sensibilità critica nei giovani studenti medi e universitari verso i prodotti culturali tutti e alla crescita di un senso etico con alla base i valori della libertà, del rispetto della persona.
Mi piace condurre ricerche sull’uomo e sulla realtà attingendo alla letteratura, alla filosofia, alla psicologia, alla teologia e rivisitare il mio vissuto, analizzare il mio presente, per poi socializzare i risultati di queste mie ricerche, perché diventino occasione di riflessione e di comprensione del vivere nel mondo.
Questo lavoro spazia su varie discipline ma credo, tuttavia, che il filo rosso che lega questi miei interventi sia quello di esprimere senza alcun filtro ciò che mi accade nel cuore e nella mente nel momento in cui fruisco di particolari prodotti culturali, che mi cambiano rendendomi “altro” rispetto all’ “Io” di prima, così come teorizza George Gadamer col suo “circolo ermeneutico”. La cultura, infatti, dai contributi letterari a quelli filosofici o artistici, può trasformare l’uomo rendendolo protagonista per l’edificazione d’una società democratica, dall’alta sensibilità etica.
“Libri, libri, e ancora libri”, consigliava Italo Calvino, per affrontare le sfide poste da un mutamento drammatico degli assetti sociali, ambientali, comunicativi e tecnologici della modernità, nonostante a volte si abbia l’impressione che la cultura, in tutte le sue manifestazioni, sia diventata inefficace per realizzare i sogni umanitari di certi profeti che continuano a gridare nel deserto. Leggendo ci si incontra con personaggi dei romanzi dei grandi autori della letteratura o con intellettuali i cui saggi avvicinano a problematiche del loro tempo inducendo a cambiare atteggiamenti, ad abbandonare pregiudizi, ad abituarci ad ascoltare tutte le varie opinioni o convinzioni, accettando come interlocutori perfino gli arroganti e i supponenti. Chi legge cambia se stesso se vuole, se si dispone a superare le sue convinzioni, se accetta di mettersi in discussione riconoscendo le proprie debolezze e i propri limiti, e può contribuire a cambiare in meglio la comunità d’appartenenza. Inoltre la sua interpretazione di quel saggio o di quel romanzo contribuirà a fare emergere livelli semantici nuovi, consegnandoli ai nuovi lettori con un “di più” di significato. Insomma credo che far circolare stimoli culturali possa essere strumento di cambiamento delle coscienze che potrebbero diventare disponibili a scendere dai piedistalli dell’individualismo, non più succubi del materialismo, dell’egocentrismo e, aggiungerei, dell’ateismo spicciolo, non giustificato ma scelto per comodità o per cedimento alle mode.
Scrivo anche della mia terra e rivisito un percorso già tracciato da uomini forti e valenti, fuori dal comune, come sono stati Dostoevskij, Primo Levi, De Roberto, Carlo Levi. Grandi scrittori accomunati da un aspetto importante della loro produzione: l’esigenza di essere realisti, di descrivere senza fronzoli retorici. I miei scritti contengono tali istanze. Non noterete, infatti, in una relazione o in una recensione o nei racconti, citazioni erudite o l’insistenza su confronti accademici, ma la partecipazione sentita, la passionalità del neofita, mai pago di meravigliarsi per il Vero, il Giusto ed il Bello.
Infine, una riflessione sulla lettura, attività fondamentale per gli uomini che vogliono scoprire l’essenza del reale e quale sia il valore fondamentale cui conformare la propria vita. Chi non legge non sarà mai un uomo libero. Sarà viceversa sempre prigioniero del suo Ego costruito su luoghi comuni e su pregiudizi. I libri sono straordinariamente utili per far cogliere i significati profondi che dovrebbero guidare il comportamento degli uomini. Tu leggi e indaghi sul perché sei al mondo e se il tuo spirito morirà insieme al tuo corpo; leggi e scopri che tanti uomini e donne si sono innamorati di Dio e a Lui hanno guardato nei momenti più difficili della loro vita; tu leggi e capisci come sia importante difendere la natura e tutti gli esseri viventi; come sia fondamentale nella vita comunitaria la democrazia, la possibilità cioè di considerare ogni individuo come persona, detentore di diritti e doveri; leggi e scopri il valore di un mondo organizzato secondo principi etici universali che rimandano al rispetto della dignità dell’uomo, alla solidarietà e alla vicinanza con i poveri del mondo.
La lettura è legata a filo doppio con la libertà, poiché libertà significa aprirsi alle relazioni con tutti gli uomini del passato e del presente, nostri connazionali o di altri paesi, con culture diverse dalla nostra. Creare relazioni significa uscir fuori dalle secche del nostro Ego per cui passiamo da desiderio a desiderio, da un acquisto all’altro, cerchiamo nel cibo serenità, e soddisfazione in un iperattivismo che annulla la nostra anima, la nostra spiritualità. Leggere significa liberarsi dal costume di tranciare giudizi affrettati contro coloro che inopinatamente si indicano come pericoli per la comunità d’appartenenza, fino al prostrarsi in maniera acritica ai “si dice” che i furbi di turno fanno circolare ad arte sui media.
Ecco, i miei interventi sul sito piazzagrandeblog.com raccolti in questa pubblicazione hanno tali presupposti e a tali finalità ideali si ispirano. Sono un “contributo”, non richiesto, alla mia comunità d’appartenenza, per avviare momenti di riflessione sui tanti “perché” che la vita pone innanzi agli individui.

Nun campari di ventu, vivi d’amuri
Il dialetto siciliano possiede una forza espressiva straordinaria e costituisce ad un tempo uno strumento comunicativo importante per chi ha usato fin dall’infanzia tale lingua e soprattutto per chi intende usarlo il dialetto, ma non per sdolcinate descrizioni dell’ambiente montano o dei verdeggianti jardini della piana di Catania o della maestosità dell’Etna, altero e fumante; o per alzare inni alla clemenza del clima che elargisce cieli tersi e mare azzurro. L’autore adopera la lingua siciliana per esprimere la sua visione del mondo e per comunicare dubbi e considerazioni su problematiche esistenziali che lo riguardano. Certamente, in alcuni passaggi, si sente l’eco dei richiami dei nonni, delle raccomandazioni ed esortazioni dei suoi genitori, dei discorsi animati tra ragazzi e poi tra giovani in un’epoca ormai lontana dall’oggi. Dunque anche in questa raccolta si trovano componimenti che propongono quadretti idilliaci di un’infanzia ormai lontana nel tempo ma ripensata con soffusa nostalgia, come succede a chi sta per entrare nella vecchiaia e che per questo il suo spirito ritorna a sentire come da bambino, attento, dunque, alle dolci note trasmesse dalla natura, dalle relazioni, dalla vita; pronto ad accendersi e a farsi travolgere dal gesto amico e generoso, dal sorriso che sa donare un uomo che hai aiutato, un anziano solo che hai salutato sorridendogli.
Così come richiama il titolo della raccolta “Nun campari di ventu, vivi d’amuri”, le poesie esprimono l’aspirazione dell’autore ad un mondo in cui la solidarietà e la generosità prevalgano sull’individualismo e sul consumismo diventati ormai caratteristiche dominanti nella società occidentale opulenta.
Il dialetto si è rivelato uno strumento essenziale per proporre emozioni e sentimenti che stazionavano dentro gli strati più profondi della sua anima e che hanno trovato un naturale veicolo comunicativo per esprimere il suo punto di vista su aspetti attinenti la mentalità tipica della profonda provincia siciliana, sul modo di vivere la religiosità, spesso tutta formale e ipocritamente avulsa da relazioni con la propria coscienza morale; su eventi tragici della nostra attualità, come la guerra in Ucraina, il problema degli immigrati e della loro accoglienza; la condizione della donna, ancora vittima di pregiudizi e di atteggiamenti prevaricatori, effetti di un maschilismo ancora più ottuso e violento che in passato. Non poteva mancare il riferimento alla mafia, all’atteggiamento di omertà dei siciliani nei confronti di tale barbarico, tragico fenomeno e alle vittime cadute combattendola con coraggio e determinazione.
Tanti componimenti si presentano sotto forma di dialogo a più voci e si svolgono prevalentemente nella piazza principale di un ipotetico paese della provincia siciliana, lì dove si ama passeggiare, incontrarsi con conoscenti e amici, discutere, anche animatamente di fatti attinenti la cronaca locale o su eventi di politica nazionale e internazionale. La piazza, del resto, è il luogo deputato alle relazioni da sempre, soprattutto nell’Italia meridionale e nella Sicilia, dove ancora resiste la concezione classica dell’agorà, il luogo del confronto e del dialogo, dei chiarimenti e degli approfondimenti di tematiche importanti per l’equilibrio psicologico degli individui e per la ricerca di soluzioni attinenti la vita della comunità.
Chi è interessato all’acquisto può trovare i libri su Amazon o sulle piattaforme on line Feltrinelli e Mondadori.

I residenti a Biancavilla possono trovarli in vendita presso il “Centro Posta Biancavilla”, Via Vittorio Emanuele 479; presso l’Edicola Marullo, V.le Cristoforo Colombo 198; presso la cartolibreria “Il Pastello”, Viale dei Fiori Biancavilla. Coloro che acquisteranno i libri riceveranno in regalo un DVD contenente poesie in lingua siciliana recitate dall’autore, tratte da “Nun campari di ventu, vivi d’amuri” e un prezzo scontato: rispettivamente di 18,00 euro, invece di 20 per il primo e di 15,00 invece di 17 per il secondo.