di Alfio Pelleriti

Breve ma fondamentale saggio sugli elementi fondanti del fascismo o dell’Ur-fascismo, con le sue caratteristiche metastoriche che lo rendono un “evento” possibile, un “mostro” che si può risvegliare in qualsiasi momento storico, basta solo che alcune condizioni si ripropongano; basta che qualche leader che goda di un certo seguito e che sia abbastanza spregiudicato da tollerare “giochi” e “riti” d’altri tempi che rimandino all’individualismo, al “machismo”, al vitalismo anticulturale, che il fascismo con le sue caratteristiche eterne, si risvegli e si riaffermi pretendendo ancora vittime sacrificali, nemici da offrire sull’altare della nazione aristocratica, conservatrice, pagana, vendicatrice e guerriera.
L’Ur-fascismo, con il suo sincretismo anticristiano e irrazionalistico, ricorda Eco, è eterno e silente, e come un vampiro aspetta che un dottor Frankenstein del populismo risvegli il mostro, perché si rialzi, ancora assetato di sangue, pronto ad azzannare nuove vittime, pronto a far trionfare la notte sulla luce e sull’azzurro dei cieli tersi, pronto a seminare morte, ignoranza, menzogna, blasfemia.
Un breve saggio è quello di Umberto Eco ma dove si trovano risposte chiare e semplici alla domanda “Che cos’è il fascismo?” Uno scritto da leggere a voce alta, con partecipazione emotiva, con il ricordo delle vittime causate dal totalitarismo dei governi che al fascismo si sono ispirati; recitandolo ai giovani nelle scuole o nelle università, negli oratori, tra i boy-scout; nelle ricorrenze celebrative dei martiri caduti per la democrazia e la libertà. “L’Ur-fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo…Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai. Che sia questo il nostro motto: Non dimenticate.”[1]
[1] Umberto Eco, Il fascismo eterno, Edizioni La nave di Teseo, 2022, pag. 50