Curzio Maltese, Azzurro. Stralci di vita.

Alfio Pelleriti

“Stralci di vita” li definisce Curzio Maltese le pagine di “Azzurro”, il libro che raccoglie le tappe più importanti della sua vita di uomo, di giornalista, di scrittore, di sceneggiatore e con una esperienza di europarlamentare.

Curzio Maltese è stato il giornalista de “La stampa” e di “Repubblica” e infine di “Domani”, i cui articoli leggevo con compiacimento e gratitudine per la sua capacità di definire con poche ed efficaci “pennellate” una situazione politica, sociale, economica italiana complessa o i tratti più significativi di un personaggio della politica, dello sport, della cultura, lasciandoti stupito per l’intelligente ironia, per l’efficacia di arrivare subito al focus della problematica analizzata, con l’eleganza formale e la profondità dei giudizi che gli erano peculiari.

L’autore mantiene lo stesso stile, ironico e mordace, appassionato fino alla sofferenza, in questo suo lavoro in cui l’interesse del giornalista nel definire le caratteristiche peculiari dei tanti personaggi della vita pubblica che ha incontrato prevalgono sui suoi dati biografici, offrendo al lettore, ancora una volta, una interpretazione originale di un periodo storico italiano caratterizzato da forti contraddizioni e da eventi drammatici.

“Azzurro” è infatti una veloce rassegna degli incontri che hanno dato colore, significato e peso alla vita del giornalista: uomini e donne con i quali ha attraversato il suo breve e intenso viaggio nella vita. Vi si ritrovano infatti giudizi sugli uomini che dagli anni Settanta dello scorso secolo ad oggi, hanno lasciato il segno nella società italiana, nel giornalismo, nella vita culturale. Tocchi leggeri, episodi accennati, sintesi chiare ed esaustive su Paola, la moglie, Vittorio, il suocero, Cinzia, la sorella, morta a 41 anni; su Arnaldo Novelletto, lo psicoanalista con cui fu in analisi per due anni; Indro Montanelli che tentò in tutti i modi di averlo alla redazione de “La voce”, il suo giornale; su Enzo Biagi e Giorgio Bocca, sui suoi direttori/maestri Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro; sugli amici Vincenzo Cerami, Roberto Benigni, Beppe Viola.

Curzio Maltese

È dunque, questo suo lavoro, un excursus sull’Italia che usciva dagli anni della ricostruzione dopo la tragica esperienza della seconda guerra mondiale, il periodo che vide protagonista la generazione della contestazione sessantottina che aveva il suo profeta in Pier Paolo Pasolini, l’intellettuale che con la sua opera di scrittore, poeta e cineasta metteva a nudo le ipocrisie e gli antivalori che stavano connotando quel periodo di benessere materiale e di crisi profonda delle coscienze. Erano gli anni d’oro del giornalismo e del cinema di denunzia, del teatro “impegnato” di Luca Ronconi; gli anni Novanta di “Mani pulite” di Pier Camillo Davigo, di Gherardo Colombo, di Ilda Boccassini, di Antonio Di Pietro, di Francesco Saverio Borrelli, i magistrati che decretarono la caduta della cosiddetta Prima Repubblica con la scomparsa di partiti che avevano governato da soli o in coalizioni: la DC, il PSI di Bettino Craxi; il PLI, Il PRI di Giorgio La Malfa, il PSDI. Un’intera classe politica si fece da parte costretta a difendersi dalle accuse di corruzione e malversazioni varie. Erano gli anni Novanta che videro l’ascesa, anche nella politica oltre che nel campo dell’imprenditoria, di Silvio Berlusconi e furono anche gli anni delle stragi mafiose di Capaci e Via D’Amelio e degli attentati a Milano, Roma, Firenze.

Si impose con quel nuovo ciclo storico all’insegna del “berlusconismo”, dice Curzio Maltese, “un’Italia di provincia dove dilagava una borghesia televisiva nei gusti e nella formazione, ricchissima eppure anonima, senza voce né rappresentanza, e furiosa di esserlo.[1]  Ma non mancano certo considerazioni sulla vita privata e su passi importanti nel suo rapporto di coppia di cui mi piace citare questo breve passaggio: “Chiedere scusa avendo capito una cosa in più della vita, ha segnato molto la mia esistenza.[2]

Paolo Conte

E poi vi sono le pagine in cui l’autore rende omaggio ad artisti che gli hanno permesso di guardare alla vita con ottimismo e con la gioia sottile dei poeti, i quali riescono a cogliere con “l’esprit de finesse” dei loro sentimenti, l’armonia dell’esistere, la bellezza irraggiungibile dell’universo, anche quando la vita si presenta con il volto del dolore e della sofferenza. Ecco allora le stupende pagine dedicate a Paolo Conte, il cantante e poeta le cui canzoni si presentano come un unicum in cui testi e musica si intrecciano in maniera poeticamente armoniosa. “Azzurro”, il titolo del libro è tratto dalla canzone del cantautore genovese, canticchiata da generazioni di ragazzi. “I suoi testi sono porte che si spalancano verso il sogno e la fantasia, che spesso significano salvezza. Per me ascoltare Conte è come entrare in Paradiso.[3], afferma il Nostro. Sì, approvo questo suo entusiasmo per la produzione di Paolo Conte! Credo anch’io che il mondo di Conte sia un luogo incantato, dove tutti sono felici con quel poco che hanno. Basta una “topolino amaranto”, un cielo azzurro, un anonimo luogo con “palme e bambù”, ballare “sotto le stelle del jazz” e pensare a Bartali, il ciclista preferito, l’uomo che salvò delle vite in silenzio, senza mai vantarsene.

Sul “berlusconismo” poche parole, semplici ma dirette, che vanno al cuore del problema: “Berlusconi ha di fatto comprato l’Italia e ne ha fatto quello che voleva, cioè leggi per la sua azienda a scapito dello sgretolamento del paese. Siamo passati dal magistero intellettuale di Pasolini a quello di Oriana Fallaci e la regressione dell’Italia è stata inesorabile.[4]

Curzio Maltese vinse il premio “E’ giornalismo” e a consegnarlo furono tre grandi giornalisti: Montanelli, Biagi e Bocca, con questa motivazione: “Tre vecchi colleghi vogliono dirti la loro stima. Nel mondo della carta stampata ci sono dei talenti, ma scarseggiano i caratteri, hai tutte e due queste rare qualità. Con tanti auguri per il tuo lavoro e la tua vita.”[5]


[1] Curzio Maltese, Azzurro. Stralci di vita, Editore Feltrinelli, Milano 2023, pag. 72

[2] Ibidem, pag. 80

[3] Ibidem, pag. 85

[4] Ibidem, pag. 112

[5] Ibidem, pag. 121


2 risposte a "Curzio Maltese, Azzurro. Stralci di vita."

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  2. Ricevo e volentieri pubblico il commento all’articolo del professor Salvatore Neri:
    Stimolante, puntuale, esaustiva sintesi del libro di Curzio Maltese, il cui commento sulle tracce della narrazione dell’Autore offre una preziosa opportunità di riflessione su vicende chiave della nostra storia recente. Non è facile analizzare i gangli vitali di un testo, come invece sa ben fare il prof. Pelleriti, e nel contempo intercalare opportune e utili considerazioni che ci spingono nella direzione di un risveglio della coscienza civica oggi quanto mai urgente e necessario.
    Salvatore Neri

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