Papa Francesco non è più con noi. Ci mancherà tanto!

di Alfio Pelleriti

Ci ha sorpreso fino all’ultimo suo giorno di pontificato Papa Francesco, poiché nessuno s’aspettava potesse lasciarci in questo lunedì dell’Angelo, dopo il suo saluto, ieri, nel giorno della Pasqua di resurrezione di Gesù. Ha avuto il tempo di benedire il suo Gregge, dopo un accorato, ennesimo appello per la pace, per l’accoglienza dei migranti, per un mondo più giusto e pacificato. Con un filo di voce ha salutato il suo popolo dopo aver visitato gli ultimi, i reietti, nel carcere di Regina Coeli, e avere indicato, nel suo messaggio ai fedeli convenuti in Piazza S. Pietro, l’unica via per la Salvezza, la stessa indicata da Gesù, e che tanti, anche nella chiesa si ostinano a non vedere o a nasconderla volutamente: la via della vita e della verità, così chiara e illuminata nel Discorso della montagna, nella parabola del buon samaritano, nell’episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, o in quello del padre felice di accogliere il figliol prodigo, nell’immagine di Gesù che s’accompagna ai peccatori e li converte dopo aver loro rimesso i peccati.

Papa Bergoglio non è più con noi e, come dice il presidente Mattarella, lascia un vuoto nella mente e nel cuore di chi in Lui aveva visto il Pastore che amava le pecorelle smarrite, i derelitti e gli infelici, i senza tetto, i disabili e tutti coloro che sono considerati gli ultimi nella società opulenta.

Certo non saranno più crucciati, preoccupati e adirati quei conservatori clericali che si sentivano minacciati nella loro fede, sbandierata orgogliosamente, e nella loro fedeltà ai valori della tradizione del cattolicesimo romano, per cui forse, finalmente, in questi giorni almeno, si asterranno dall’accusarlo di essere un papa comunista, un pacifista radicale, un “gesuita” (dando al termine la connotazione di astuto e falso), d’essere stato in combutta con i generali golpisti argentini (è vero l’esatto contrario). Bergoglio scelse, unico nella storia della chiesa, il nome di Francesco, pensando al Poverello di Assisi, al Francesco dei Fioretti che rispettava la natura tutta, che chiamava “fratello” il fuoco e “sorella” la morte; al Francesco che proclamava il Vangelo nella Porziuncola, nella sua chiesa povera e piccola. Papa Francesco è stato il papa della semplicità e della povertà, poco seguito in verità da chi fa salti mortali per abbellire, ristrutturare e riempire di costosi marmi pareti, cappelle e colonnati delle chiese.

Poche volte nelle omelie domenicali ho sentito riferimenti al suo apostolato o alle sue encicliche, considerate da tanti sacerdoti troppo radicali, e dunque pericolose. Perfino d’essere vecchio lo si rimproverava ultimamente e dunque, ciò che affermava appariva a tali orecchie sensibili “insensato”, “inopportuno”, “sconnesso”.

Grazie, Papa Francesco, autentico servo di Dio, il tuo magistero sarà ricordato poiché è stato segnato un solco sul quale bisognerà seminare tanto, con impegno e costanza, attingendo alla Parola che vivifica e che indica in maniera chiara il senso della vita. Il tuo abbraccio sincero e il tuo confortante sorriso sarà un riferimento importante per chi, sorretto dalla preghiera dei fedeli in Dio Padre, continuerà a percorrere la strada che ci hai indicato perché si possa dare speranza a chi è affranto dal dolore, dalla povertà, dalla solitudine, dall’ingiustizia dei potenti e dei prepotenti.


3 risposte a "Papa Francesco non è più con noi. Ci mancherà tanto!"

  1. Ricevo e volentieri pubblico

    Il decesso di Papa Francesco (avvenuto alle ore 7,35 del 21 Aprile 2025), è accaduto all’improvviso e inaspettato lasciandoci increduli e sgomenti, intensamente addolorati e tristi.
    Avevamo ammirato e lodato il Suo coraggio del giorno prima ( seppure con qualche timore e apprensione per la Sua flebile voce), nel Suo offrirsi generosamente all’abbraccio popolare.
    Ora soltanto una riflessione può confortarci:
    Papa Francesco, ci ha lasciato un Testamento Spirituale (da Lui stesso vissuto e testimoniato), fatto di Speranza, di Coraggio e di Fede, di Compassione ed Empatia, di Umanità e Rispetto, di Attenzione e Amore Puro, di Autenticità e Semplicità, di Pace e Fraternità.
    Ci ha lasciato una ricchezza immensa e autentica e come ultimo Suo gesto ci ha donato la Sua S. Benedizione Apostolica nel giorno della S.Pasqua di Resurrezione.
    Nell’anno del Giubileo della Speranza, 2025.
    Siamo stati molto fortunati per averlo conosciuto.
    Grazie, Papa Francesco !

    L. C.

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  2. Ricevo e pubblico volentieri quanto invia Agata Salomone:

    “In questo spazio di riflessione sulla fraternità universale, mi sono sentito motivato specialmente da San Francesco d’Assisi,  e anche da altri fratelli che non sono cattolici: Martin Luther King, Desmond Tutù, il Mahatma Gandhi e molti altri. Ma voglio concludere ricordando un’altra persona di profonda fede, la quale, a partire dalla sua intensa esperienza di Dio, ha compiuto un cammino di trasformazione fino a sentirsi fratello di tutti.  Mi riferisco al Beato Charles de Foucauld. Egli andò orientando il suo ideale di una dedizione totale a Dio verso un’identificazione con gli ultimi, abbandonati nel profondo del deserto africano.  In quel contesto esprimeva la sua aspirazione a sentire qualunque essere umano come un fratello, e chiedeva a un amico : “Pregate Iddio affinché io sia davvero fratello di tutte le anime di questo paese “. Voleva essere , in definitiva , il fratello universale”. Ma solo identificandosi con gli ultimi arrivò a essere fratello di tutti. Che Dio ispiri questo ideale in ognuno di noi. Amen”
    Dalla Enciclica “Fratelli tutti” di Francesco.

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  3. Scrivo un “mi piace” a carattere cubitali su quanto ha scritto il prof. Alfio Pelleriti. Condivido pienamente.Sono certo che Francesco, che dò per scontato nella Gloria di Dio, intercede già per l’ Umanita’ tutta e, naturalmente, per la Chiesa, affinché cammini sulle orme di Cristo. Possiamo adesso chiedere a lui: “Per favore, non dimenticarti di pregare per noi”.

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