Batte incessante sui vetri

Alfio Pelleriti

Batte incessante sui vetri

alla mia vista incredula

e bagna i miei pensieri tetri

la pioggia. Scende querula

a mitigare un astioso fuoco

ch’è fioco come in una ferula.

Vieni compagna in questo loco,

fin nelle forre dei più duri cuori

e lieve resta meco ancora un poco.

Solo maschere si trovano là fuori,

burattini, si muovono a comando

e ad un cenno intonano dei cori.

Si spezza la mia voce di rimando

e a voi del cielo, amate stille,

le mie pene affido e mando.

Gli eroi non si son mai contati a mille,

oggi come ieri l’eroe si irride,

nelle feste, nei balconi delle ville.


Una risposta a "Batte incessante sui vetri"

  1. Mi piace questa poesia limpida, chiara, musicale, soprattutto tanto profonda quanto accorata. Il professore si sente consolato dalla pioggia che improvvisa cade e sembra lavarlo della tristezza e della pena causate da un mondo di corifei ipocriti che irridono chi, come lui, è impegnato a vivere un’ esistenza autentica. Egli non può che sollevarsi per questo lavacro e rimettersi alla misericordia del Cielo affinché lenisca il proprio dolore e mitighi anche l’ ostinata e sciocca malevolenza altrui. Grazie per questi versi sentiti e ben fatti, soprattutto per il servizio prezioso che instancabilmente svolgi. Ne abbiamo bisogno.

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